Immagini a fronte
Tiziana D’Acchille
Quando Nicola Fano, giornalista amico ma soprattutto infaticabile agit-prop culturale, ci ha proposto di collaborare all’idea di Testo a fronte, ovvero unire racconti brevi e opere di artisti da ospitare sulle pagine online di SuccedeOggi.it, non abbiamo avuto esitazioni. Anzi, abbiamo accolto con entusiasmo un’iniziativa che ci è sembrata da subito un modo per creare quelle liaisons dangereuses tra le arti che da sempre sono prodighe di stimoli e di impollinazioni reciproche. Immagine non ancella del testo dunque, né il contrario ovviamente, ma due tracce parallele che ci raccontano di mondi immaginari, a volte familiari, a volte stranianti, tuttavia sempre capaci di immergerci in un fecondo cortocircuito mentale, in cui il connubio parola-immagine si trasforma in gioco di rimbalzi e di rimandi. Abbiamo attinto a un patrimonio di opere di artisti di generazioni anagrafiche e connotati stilistici assolutamente diversi, rifiutando, come sempre abbiamo fatto, le primazie e le categorie, non per un’attitudine postmodernista disinvolta e attardata, ma perché crediamo nella varietà dei linguaggi, nella sapienza degli artisti nel rappresentare, ognuno a suo modo, un universo poetico e narrativo sia attraverso le immagini, sia attraverso i segni astratti, gli assemblaggi di oggetti, le sculture dai materiali più diversi. Avremmo potuto scegliere tanti artisti differenti per ogni racconto che Nicola Fano e Andrea Carraro ci hanno di volta in volta sottoposto all’attenzione, ma spesso è sembrato naturale accostare una determinata immagine al testo, quasi che i racconti abbiano evocato da soli un universo iconografico identificativo solo di quell’artista e non di altri. Non sappiamo con certezza se il primo libro della storia sia stato illustrato, ma conosciamo bene quelle immagini di corredo al testo che hanno spesso accompagnato la parola scritta fin dai primordi. Ecco, ci piace sapere che ci siamo inseriti in un filone operativo collaudato e che in qualche modo abbiamo contribuito a risvegliare l’interesse per l’idea di un’illustrazione nobile e a suo modo autonoma, non necessariamente descrittiva, come l’altra lingua di un testo a fronte.
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